Miopia

Cura della miopia

La miopia è un difetto di refrazione molto diffuso, che colpisce circa il 20% della popolazione mondiale.
Questa condizione si verifica quando, per una maggiore lunghezza del bulbo oculare o per un maggior potere di cornea o cristallino, i raggi luminosi non si focalizzano sulla retina ma su un punto anteriore ad essa, causando una visione sfuocata degli oggetti, di grado variabile a seconda dell'entità della miopia.
Il sintomo più tipico della miopia è la difficoltà di vedere nitidamente gli oggetti lontani, mentre la visione da vicino è sempre buona, salvo i casi complicati da alterazioni maculari.

La miopia viene classificata in :

  • lieve (fino a 3 diottrie)
  • media (dalle 3 fino alle 6 diottrie)
  • elevata (oltre le 6 diottrie)

La miopia inoltre può essere:

  • semplice (inizia in età scolare e aumenta con lo sviluppo; in genere è lieve o media)
  • degenerativa (compare verso i 2-3 anni ed è evolutiva anche fino a 30-40 diottrie; in tale situazione si realizza una vera e propria condizione patologica con alterazioni a carico della retina)
  • senile (tipica delle persone anziane, in genere associata a cataratta)
  • transitoria (situazione temporanea, generalmente dovuta ad un'iperglicemia o all'assunzione di alcuni farmaci)

Ipermetropia

interventi ipermetropia

L'ipermetropia è un difetto di refrazione in cui i raggi luminosi paralleli provenienti dall'infinito convergono verso un fuoco situato posteriormente alla retina.
Nella maggioranza dei casi l'ipermetropia deriva da una minor lunghezza dell'occhio; spesso alla nascita l'occhio è ipermetrope di 2-3 diottrie, successivamente si accresce in lunghezza fino a raggiungere l'emmetropia in adolescenza: quando ciò non si verifica, l'occhio rimane ipermetrope.

Generalmente tale difetto no supera le 6 diottrie, ma eccezionalmente si possono osservare anche ipermetropie fino a 15-20 diottrie in particolari stati patologici dell'occhio, come ad esempio il microftalmo.

L'ipermetropia di grado lieve non provoca grossi disturbi, ma se raggiunge una certa entità, il soggetto lamenta fatica visiva soprattutto quando lavora da vicino.
I sintomi più frequenti sono: dolenzia oculare, senso di peso, frequente cefalea e, più raramente, nausea.

Astigmatismo

Cura astigmatismo

L'astigmatismo è un difetto di refrazione in cui i raggi luminosi non vengono messi a fuoco tutti nello stesso punto della retina, in quanto la cornea presenta una curvatura ed un potere diottrico diversi nei due meridiani principali.
L'astigmatismo è spesso associato ad altri difetti di refrazione, come la miopia o l'ipermetropia; in tali casi è necessario l'utilizzo di lenti che correggano entrambi i difetti.

L'astigmatismo può essere:

  • Semplice: uno dei due punti focali dell'occhio cade sulla retina, mentre l'altro cade al davanti (astigmatismo miopico semplice) o dietro (astigmatismo ipermetropico semplice) ad essa;
  • Composto: nessuno dei due punti focali si collocano sulla retina, a entrambi al davanti (astigmatismo miopico composto) o dietro (astigmatismo ipermetropico composto) ad essa;
  • Misto: uno dei due punti focali cade davanti ed uno dietro alla retina.


L'astigmatismo semplice di grado lieve produce solo una modesta riduzione della vista; quando invece l'astigmatismo supera una certa entità o è di tipo composto o misto, oltre alle difficoltà visive si manifestano sintomi come cefalea, affaticamento visivo e facile esauribilità visiva

Presbiopia

interventi presbiopia

La presbiopia è quel difetto che impedisce ai nostri occhi una corretta visione per vicino. I primi sintomi insorgono normalmente tra i 40 ed i 45 anni ed è dovuta alla progressiva riduzione della capacità accomodativa.
Per accomodazione si intende la naturale capacità del cristallino, attraverso piccolissimi movimenti, di cambiare la messa a fuoco a seconda della distanza degli oggetti.
Lentamente, dopo i 40 anni, tale capacità tende a ridursi a causa dell'indurimento del cristallino, determinando notevoli difficoltà in attività quotidiane come il leggere, lo scrivere o il cucire. Questo fenomeno termina intorno ai 60 anni e pertanto non deve spaventare la necessità di utilizzare occhiali per lettura gradualmente più spesso.

Cataratta

cataratta occhi

 

Per cataratta si intende un opacamento del cristallino situato all'interno dell'occhio; tale perdita di trasparenza impedisce alla luce di raggiungere normalmente la retina, determinando un progressivo annebbiamento della vista.
La cataratta è una delle cause più comuni di una grave riduzione della vista; essa è presente nel 90% delle persone con più di 65 anni.

Generalmente infatti la cataratta è una conseguenza del processo di invecchiamento dell'occhio, ma può svilupparsi anche a seguito di traumi, malattie come il diabete o a causa dell'uso prolungato di alcuni farmaci, come ad esempio il cortisone.

In casi rari la cataratta può essere presente fin dalla nascita (cataratta congenita)

Glaucoma

Glaucoma

Il glaucoma è una malattia spesso bilaterale del nervo ottico caratterizzata da un danno progressivo delle fibre nervose che lo compongono, ed è una delle più frequenti cause di cecità nel mondo (colpisce circa il 2% dei soggetti di età superiore ai 35 anni).
Si stima che circa 67 milioni di persone siano affette da questa patologia e che circa la metà ignori di esserne affetta, dal momento che di solito il glaucoma è, almeno nelle sue prime fasi, asintomatico.
La cecità legata al glaucoma si può quasi sempre prevenire purché la malattia sia diagnosticata e curata tempestivamente.
Con la importante eccezione del glaucoma acuto da chiusura d'angolo e di alcune forme secondarie, la maggior parte dei glaucomi ha andamento cronico e molto subdolo caratterizzato per lungo tempo dalla assoluta mancanza di disturbi soggettivi.

Cheratocono

interventi cheratocono

Il CHERATOCONO è una malattia degenerativa non infiammatoria della cornea, a carattere modicamente ereditario, caratterizzata da un progressivo ASSOTTIGLIAMENTO DEL TESSUTO CENTRALE DELLA CORNEA e da un suo SFIANCAMENTO CONICO, che inducono l'insorgenza di un astigmatismo miopico irregolare.

Si tratta di una condizione patologica progressiva che può progredire velocemente o svilupparsi lentamente negli anni e che interessa inizialmente a volte soltanto un occhio ma che può, evolvendo, colpire anche l'occhio inizialmente sano.

Terapia: è oggi possibile intervenire sulla microstruttura del collagene dello stroma della cornea aumentandone le interconnessioni fibrillari con una reale possibilità di migliorare le proprietà biomeccaniche di quest'ultima, bloccando la progressione della sua ectasia.

L'effetto "crosslinkante" sul collagene si ottiene attraverso l'interazione dei raggi ultravioletti con una molecola fotosensibilizzante: la RIBOFLAVINA.

Il PROTOCOLLO CHE ADOTTA IL DR. ANFOSSI PER IL CHERATOCONO è il seguente:

1. nelle fasi iniziali viene effettuato un periodo di osservazione durante il quale vengono somministrati farmaci al paziente a base di Riboflavina ed amminoacidi, per via orale o localmente, in colliri, monitorando dunque l'eventuale evoluzione della patologia con una serie di TOPOGRAFIE CORNEALI.

2. nel caso in cui la patologia dimostrasse un deciso peggioramento, si passa alla esecuzione del CROSSLINKING CORNEALE (CXL).

Questo è un trattamento stabilizzante della cornea che ne incrementa la simmetria riducendo la curvatura dell'apice del cono. Il trattamento può essere oggi condotto per via TRANSEPITELIALE CON IMBIBIZIONE PASSIVA, una tecnica per la quale di instilla uno speciale collirio a base di Riboflavina (Vitamina B2 allo 0,1%) che viene attivata mediante una lampada ad emissione UV-A di potenza 10mW/cm^2 (cm alla seconda) per 6 cicli della durata di 5 min ciascuno.

Il DR. ANFOSSI ha recentemente introdotto nel suo PROTOCOLLO anche la nuova procedura TRANSEPITELIALE CON IMBIBIZIONE TRAMITE IONOTOFORESI. Questa è una tecnica non invasiva dove una corrente elettrica a bassa intensità viene applicata per aumentare la penetrazione della sostanza ionizzata all'interno del tessuto corneale senza rimuovere l'epitelio. La procedura del CROSSLINKING TRANSEPITELIALE COMBINATA CON LA IONTOFORESI è considerata oggi un valido metodo per superare la mancanza di permeabiiltà corneale alla Riboflavina ed ottenere una adeguata concentrazione e distrubizone di questa sostanza prima di procedere alla irradiazione UV-A della durata di soli 9 min in continuo.

Degenerazione maculare

Degenerazione maculare

La degenerazione maculare senile consiste in un'alterazione della zona centrale della retina, chiamata macula; essa è una causa importante di riduzione irreversibile della vista.
La causa più comune della degenerazione maculare è legata all'invecchiamento dell'occhio (degenerazione maculare senile); anche nella miopia elevata, in malattie ereditarie dell'occhio o in seguito a traumi, infezioni o infiammazioni può svilupparsi un'alterazione di questa delicatissima zona dell'occhio, con compromissione anche molto grave della vista.


SINTOMI:


I sintomi sono rappresentati da:
- annebbiamento della vista
- distorsione delle immagini
- percezione alterata dei colori (risultano meno brillanti)
- difficoltà nella lettura
- perdita completa della visione centrale (nei casi più avanzati)

La degenerazione maculare senile (DMLE) e una malattia multifattoriale, nella quale gioca un ruolo decisivo l'interazione tra la predisposizione genetica ed i fattori ambientali. In particolare si è rilevato che in alcuni nuclei familiari, ma anche in singoli individui, esiste una elevata predisposizione di ordine genetico a ammalarsi di questa malattia.

Il DR. DANILO ANFOSSI ESEGUE NEI SUOI STUDI UN TEST GENETICO per la valutazione del rischio di sviluppare la DEGENERAZIONE MACULARE prima che si presentino i sintomi, sia in soggetti esposti a fattori predisponenti (fumo, obesità ecc) sia in quelli appartenenti a famiglie affette.

Questo TEST si effettua su campioni prelevati in modo non invasivo e del tutto indolore, dalla mucosa della bocca ed inviati ad un laboratorio specializzato che con tecniche raffinatissime ricerca la presenza di geni sul DNA delle cellule inviate, che predispongano al rischio per la DMLE

Retinopatia diabetica

retinopatia diabetica

 

La retinopatia diabetica è una alterazione patologica della circolazione capillare retinica causata dal diabete. La retinopatia diabetica può essere classificata in:

- retinopatia diabetica non proliferante, caratterizzata dalla presenza di edema maculare, piccole emorragie, occlusione di alcuni capillari retinici e alterazioni del microcircolo;

- retinopatia diabetica proliferante, caratterizzata dalla formazione di capillari anomali che si sviluppano dall'occlusione dei capillari retinici, dalla presenza di emorragie anche gravi e dalla formazione di tessuto fibroso, che contraendosi può esercitare trazioni sulla retina fino a distaccarla

Distacco di retina

distacco retina

Il distacco di retina consiste nella separazione degli strati interni da quelli più esterni (epitelio pigmentato), che determina l'impossibilità di funzionamento della stessa, per cui l'occhio risulta incapace di inviare immagini al cervello. Quando la retina si stacca, del liquido si accumula tra questa e la sua base, impedendo in questo modo un suo spontaneo riaccollamento.

Le cause principali che possono essere alla base di un distacco di retina sono:
- presenza di fori o rotture retiniche;
- trazioni esercitate da parte del corpo vitreo, la "gelatina" contenuta all'interno dell'occhio;
- presenza di infiammazioni, malattie vascolari o, raramente, tumori, in cui si sviluppa una raccolta di liquido o la crescita di masse sotto la retina.

La gravità della malattia aumenta con l'estensione del distacco, con l'interessamento della macula e con la durata della patologia.

SINTOMI:

I sintomi del distacco di retina sono rappresentati da:
- diminuzione improvvisa della vista;
- difetti del campo visivo (caratteristico il movimento tipo "tendina" che sembra essere presente all'interno dell'occhio).
Esistono inoltre sintomi che possono precedere lo sviluppo di un distacco di retina, che pertanto devono essere immediatamente riferiti all'oculista, che procederà ad una visita oculistica completa:
- flash luminosi singoli o ripetuti (fotopsie), che possono essere avvertiti anche ad occhi chiusi, e che rappresentano un segno di sofferenza della retina, sottoposta a trazione da parte di tralci vitreali;
- visione di "mosche volanti" o "ragnatele" (miodesopsie), spesso dovute all'aumentata mobilità e liquefazione del vitreo; a volte possono essere il segno di emorragie retiniche o vitreali.

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