Chirurgia della cataratta

La cataratta è l’opacizzazione progressiva ed irreversibile del cristallino, che è una lente come dice la parola, trasparente, e che si trova all’interno dell’occhio, immediatamente dietro l’iride.
Gli antichi pensavano che fosse una membrana scesa sugli occhi dall’alto, da cui il suo nome derivato dal greco cata reo (sceso dall’alto).

La cataratta, può essere presente fin dalla nascita (congenita), dai primi anni di vita (giovanile) nella mezza età (pre-senile) o nell’età avanzata (senile), dopo traumi (post-traumatica) secondaria a malattie metaboliche (diabete) o per assunzione prolungata di farmaci (cortisone o chemio-terapici).

I sintomi principali sono:

  • visione annebbiata
  • diminuzione progressiva della vista
  • abbagliamento alla luce ed all’aperto
  • diminuzione della vivacità dei colori
  • comparsa di una decisa miopizzazione con miglioramento della visione da vicino


TERAPIA PER LA CORREZIONE DELLA CATARATTA

La terapia medica con colliri specifici, è solamente in grado di rallentare l’evoluzione. L’unico trattamento risolutivo è l'intervento di chirurgia della cataratta, un'operazione chirurgica tra le più eseguite al mondo.

TECNICA CHIRURGICA DEL DOTT.ANFOSSI

Il Dott. Anfossi esegue tale intervento con tecnica di MICROCHIRURGIA MINI-INVASIVA.
- MICROCHIRURGIA in quanto effettuata al microscopio operatorio.
- MINI-INVASIVA essendo effettuata attraverso due piccole incisioni di 2,5 mm che NON NECESSITANO DI PUNTI DI SUTURA.
- UTILIZZO DI CRISTALLINI ARTIFICIALI MORBIDI PIEGHEVOLI.

L’INTERVENTO

Dopo avere effettuato una corretta anestesia, per rendere l’occhio insensibile ad una efficace acinesia, per ottenere un occhio immobile sotto il microscopio, che può essere ottenuta sia in modo topico (con la sola instillazione di gocce), che in modo iniettivo locale con una piccola iniezione di anestetico vicino all’occhio, si eseguono due piccole incisioni al confine tra cornea e la sclera.

Attraverso queste incisioni si introduce una mini sonda a due vie, detta Facoemulsificatore. Questo strumento, mediante ultrasuoni, frantuma il cristallino e contemporaneamente ne aspira i frammenti. Del cristallino naturale si lascia intatto l’involucro più esterno (capsula posteriore) che viene utilizzata come supporto del nuovo cristallino artificiale. Quest’ultimo viene introdotto all’interno dell’occhio attraverso la stessa incisione utilizzata per il facoemulsificatore, poiché è prodotto in materiale morbido e arrotondato su se stesso come un sigaro. Una volta srotolata la lente intraoculare e posizionata ben centrata nel suo naturale alloggiamento, l’intervento è concluso, normalmente senza punti di sutura.

La durata complessiva dell’intervento è di circa 15-20 minuti. Il paziente viene dimesso dopo poche ore con un leggero bendaggio, al fine di proteggere l’occhio appena operato da polvere, luce e piccoli traumi, che verrà rimosso la mattina successiva.

I più recenti cristallini artificiali, consentono oggi di correggere con buona attendibilità, gran parte dei difetti visivi che il paziente può presentare prima dell’intervento di cataratta. In un futuro non molto lontano sarà possibile utilizzare il Laser a Femtosecondi, che peraltro già utilizziamo nella chirurgia refrattiva, per alcune fasi della chirurgia della cataratta. Con la tecnica utilizzata è consigliabile che l’intervento venga eseguito prima che il cristallino diventi troppo duro e la Cataratta troppo matura, per evitare che, per poterlo frantumare si debba utilizzare una grande quantità di ultrasuoni, che potrebbero far aumentare i rischi ed i tempi operatori.

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